Una Corsa di 5000 km sticky icon

Oggi ho superato la barriera dei 5000 km di corsa, dopo un periodo di 21 mesi.

Ho iniziato a misurare i km a partire dal giorno 20 settembre 2009, perché avevo acquistato il cinturino NikePlus collegato in wireless al sensore della mia scarpa sinistra di running, una settimana prima di correre la Maratona del Garda 2009.

In realtà dopo un anno di utilizzo durante una gara ero caduto per terra e avevo danneggiato NikePlus, con il risultato che questo non era più impermeabile all’umidità. Quando ci entrava l’acqua o perché andavo a correre sotto la pioggia, o per via del caldo e del sudore, succedeva che NikePlus si spegneva, oppure non registrava più i km che facevo. Sono andato avanti 5 mesi prima di acquistare un nuovo NikePlus. Per questo penso di avere già superato 5000 km in realtà da molto tempo. 

Detto questo però, io aspettavo di avere un risultato più ufficiale e allora per me è oggi 25 Giugno 2011 il giorno in cui posso dire di avere superato i 5000 km. 

Durante questi 21 mesi ho fatto 243 sessioni di running, ho consumato 7 paia di scarpe, ho corso per quasi 470 ore e ho bruciato oltre 330.000 calorie !

Ho corso con continuità 3 o 4 volte ogni settimana in tutti i periodi dell’anno e in tutte le condizioni meteorologiche, tranne sotto i temporali quando ci sono i tuoni perché si dice che sono pericolosi, soprattutto in montagna. 

Comunque corro circa 80 km alla settimana.

Quando vado in un posto per almeno 3 giorni porto sempre con me le scarpe da running. Anche in vacanza naturalmente, sia in montagna e sia al mare e anche nei non frequenti viaggi di lavoro.

Corro preferibilmente gli stessi percorsi, che sono situati nel Parco del Ticino sul Naviglio Grande a partire dal mio paese Albairate, però una volta alla settimana corro anche una gara tendenzialmente nei dintorni di dove vivo. Si tratta per lo più di gare corse nelle campagne e nei boschi della valle del Ticino.

Poi ci sono le corse competitive internazionali a cui partecipo nella mia categoria e per il mio Gruppo Podistico, cioè Atletica CRA Italtel. Si tratta in genere di Mezze Maratone e 2 Maratone all’anno.

In questi 21 mesi ho avuto alcuni infortuni, tutti durante l’inverno, che nella zona dove vivo è freddo e umido.

All’inizio del 2010 ho sofferto di una fastidiosa pubalgia che mi ha accompagnato fino alla primavera. Gli esperti dicevano che avrei dovuto convivere con la pubalgia per il resto dei miei giorni; in realtà non ho mai smesso di correre e la pubalgia se ne andata via come era venuta.

Lo scorso inverno invece, che è stato meno freddo del precedente, ma anche molto più piovoso, mi ha regalato un bel male alla schiena e mi ha costretto a uno stop forzato per circa 2 settimane.

Potete intuire che in quella occasione mi sono fermato proprio perché correre era diventato molto doloroso e praticamente impossibile. Naturalmente tutti gli esami clinici e i dottori mi dicevano che non sarebbe stato opportuno per me praticare il fondo e anzi forse sarebbe stato meglio smettere.

Ho praticato la ginnastica prevista e come avrete già capito non penso praticamente più al male alla schiena.

Quando sono in montagna io corro in montagna: nei boschi, sulle montagne dove arrivo fino alla croce e poi torno indietro, intorno alle montagne dove corro il periplo, sulle strade carrozzabili dove incrocio la corriera che suona il clacson prima di imboccare i tornanti, prima in salita e poi in discesa o viceversa.

Non ho una stagione preferita per il running: l’estate è fantastica quanto l’inverno. Con il tempo ho imparato a capire che l’unica vera stagione è quella della nostra vita. E’ in quella che noi dobbiamo cercare di non fare venire mai l’inverno. Il running è uno strumento potente per mantenere noi stessi in equilibrio psicofisico.

La mia distanza preferita è la Mezza Maratona, che poi è quella che corro almeno ad ogni seduta di allenamento. Sono un fondista, nel senso che comincio a stare veramente bene dopo 12km e mi sembra di dare il meglio fino ai 20km. Naturalmente quando devo affrontare una maratona cerco di rimodulare le distanza, in genere correndo in 2 giorni consecutivi prima una Mezza Maratona (21km) e nel giorno successivo almeno 32km.

Corro spesso da solo con il lettore mp3 e ascolto in genere musica elettronica. Armin Van Buuren è molto popolare dalle mie parti… La musica deve dare la carica ! 

Siamo in estate ed è normale sudare durante la corsa, cosa che amo molto perché mi sembra che aiuti a scaricare maggiormente la tensione nervosa accumulata durante il giorno o nei giorni senza corsa. Contrariamente a molte persone, il caldo dell'estate non mi infastidisce. Io penso che questo sia in gran parte dovuto alla corsa.

Ma anche di inverno non mi pesa stare delle ore all'aperto. Mi sembra di essere più resistente rispetto alla media e nella vita quotidiana non sento l'esigenza di coprirmi come gli altri.  Però rispetto agli altri tendenzialmente non soffro mai delle malattie da raffreddamento.  

Per me la corsa non è solo corsa, è più che altro un modo di interpretare l’esistenza con slancio, regolarità, generosità, voglia di vivere, di stare a contatto con la natura e con se stessi. E' anche in parte l'esigenza di godere dei silenzi e dei particolari che non si potrebbero mai vedere stando chiusi in un'automobile, o in un bar o in mezzo alla folla.

Il mio prossimo traguardo ? Non è facile a dirsi, probabilmente arrivare al più presto a 10.000 km !

 

Enjoy The Silence (Maximum Mix)

 

Parole come violenza 
Rompono il silenzio 
Arrivano schiantandosi 
Nel mio piccolo mondo 
Sono dolorose per me 
Mi penetrano direttamente 

 

Non puoi capire 
Ragazzina

Tutto ciò che ho sempre voluto 
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno 
È qui nelle mie braccia 
Le parole sono davvero superflue 
Possono solo fare male

 

 

 

Le promesse sono fatte

Per essere spezzate 
Le emozioni sono intense 
La parola è banale 
I piaceri rimangono 

 

Così fa la paura 
La parola è insignificante 
E obliabile

Tutto ciò che ho sempre voluto 
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno 
È qui nelle mie braccia 
Le parole sono davvero superflue 
Possono solo fare male. 

 

 

Enjoy The Silence

Parole come violenza
Rompono il silenzio
Arrivano schiantandosi
Nel mio piccolo mondo
Sono dolorose per me
Mi penetrano direttamente
Non puoi capire
Ragazzina

Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui nelle mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male

 

 

Le promesse sono fatte
Per essere spezzate
Le emozioni sono intense
La parola è banale
I piaceri rimangono
Così fa la paura
La parola è insignificante
E obliabile

Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui nelle mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male.

Enjoy The Silence

Parole come violenza
Rompono il silenzio
Arrivano schiantandosi
Nel mio piccolo mondo
Sono dolorose per me
Mi penetrano direttamente
Non puoi capire
Ragazzina

Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui nelle mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male

 

Le promesse sono fatte
Per essere spezzate
Le emozioni sono intense
La parola è banale
I piaceri rimangono
Così fa la paura
La parola è insignificante
E obliabile

Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui nelle mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male. 
 

 

Maratona di Firenze 2010

Firenze, 28 Novembre 2010

Mi ero ripromesso di scrivere un bell'articolo sulla mia ultima maratona corsa a Firenze, poi per motivi vari non sono riuscito a scrivere quello che volevo... Per fortuna ho trovato sull'argomento un articolo molto bello, che ripropongo qui sotto in versione integrale e che a mio parere rispecchia fedelmente il clima di quella mitica giornata.

Articolo di Daniele Menarini su Correre, Gennaio 2011

"Oltre al microchip che registra il tempo e l’ordine d’arrivo, ogni tanto ne sarebbe necessario un altro.

Un microchip della mente che scaricasse e tenesse traccia del filo sottile che sorregge un maratoneta stanco lungo il modulare ostinato di un percorso che si riduce a pioggia. Pioggia e freddo, pioggia e pozze, pioggia e a tratti vento. Pioggia.

Come già nel 2008, anche quest’anno Firenze ha chiesto ai partecipante di andare in fondo a se stessi e di scoprire quanto vale quel fischio da fine partita che il tappeto di rilevamento regala sul traguardo e che dice molto di più dei numeri, di quelli del cronometro e di quelli della classifica, quel di più che appunto un microchip della mente potrebbe rilevare e rivelare, e che il cronista da solo non riesce a raccontare.

Da Piazzale Michelangelo sono partiti in 8.495. Sul traguardo-salotto di piazza Santa Croce sono arrivati in 7.773, al lordo dei “sarti” che nella passata edizione ammontarono a più di 200.

7.773 setacciati dal diluvio e da un percorso nuovo. più duro , più bello. Più Firenze. Provo a capire cosa voglia dire pr un fiorentino, per un toscano, attraversare di corsa Pontevecchio, trovare l’ironia per opporre le proprie perle di sudore e le proprie lacrime di pioggia alle gemme dure che s’affacciano dalle antiche vetrine, incastonate nelle foto di qualche giapponese. Tutto questo ha un costo tecnico: 58 cambi secchi di direzione in 42,195 km.

Tanti. E meno male che il bastone mortifero delle Cascine, 2 km. dritto andare e 3 altrettanto a tornare,è stato trasferito nella prima parte delle gara. Ma anche così la squadra di Giancarlo Romiti ha messo la parola fine a due partite. La prima è quella della superstizione del percorso che per forza deve essere veloce, liscio, piatto…sorridente, con i denti ritoccati in bianco come sulle riviste di una volta. In coda alla prima decade del terzo millennio non si ha più vergogna ad ammettere che non si corre una maratona per fare il tempo, o non solo per quello. E spazio alle unicità che i tracciati italiani soli possono proporre. Spazio senza superstizione di fondo duro, qui, anche allagato.

La seconda è la partita della cittadinanza fiorentina per la maratona, faticosa da ottenere ma ormai acquisita, al prezzo di una data quasi sempre infelice per il meteo, perché l’unica a corrispondere a un vero periodo di bassa stagione per gli alberghi.

A suggellarla, questa cittadinanza, ci ha pensato anche il sindaco, Matteo Renzi, che mantenendo fede a un impegno preso in campagna elettorale è giunto al traguardo. Non a New York, ma nella sua citta. Il nuovo avanza anche così, a passo stanco da tapascione:  4:42’31’’.

 

E la gara? Ah, già. la gara.

E’ stato un autunno strano questo della maratona italiana, caratterizzato com’è stato da lepri che si trasformano in finisher, distratti inseguitori africani, e donne, africane pure, che ai top runner uomini danno lezione di tattica e di saggezza.

Era accaduto a Torino, è successo di nuovo a Firenze, dove la testa della corsa maschile è stata caratterizzata dalla fuga diventata agonia dell’etiope Edea Bane Tola, partito per tirare il gruppo e rimasto al comando fino agli ultimi chilometri, quando è crollato di colpo a un’andatura da quasi 4’ al km e ha ceduto il passo ai connazionali Tolesa Tadese e Teshome Gelana, rispettivamente primo al debutto e secondo dopo uno spettacolare sprint sul corto rettilineo di Santa Croce.

Onore al debuttante Paolo Natali, ottavo e primo italiano in 2:22’59’’.

A Firenze come a Torino la lezione di maratona è venuta dalle donne: regale e regolare l’incedere di Firehiwot Dado Tufa (2:28’58’’), già due volte vincitrice a Roma, e Meseret Mengistu (2:30’45’’), un cognome difficile da portare nel Corno d’Africa. Terza la russa Alena Samokhvalova (2:36’42’’).

E se a Marcella Mancini non si poteva chiedere di più (5^ in 2:44’00’’) dopo il tricolore veneziano del mese precedente, si può chiedere che Veronica Vannucci (6^ in 2:44’42’’), dopo una Firenze così, una Treviso 2009 così, una Lucca ultima edizione poco meglio, abbia prima o poi la possibilità di esprimersi in condizioni climatiche decedenti.

Quelle impietose dell’ultima domenica di novembre hanno messo in evidenza anche un altro dato. Poco tecnico, molto umano: che quando un volontario con una mano tiene l’ombrello e con l’altra la bandiera, e con educazione tiene a bada civili passanti in piazza Duomo, s’accende tra chi corre e chi lavora una solidarietà di ferro che di nuovo, come sopra, è difficile raccontare."

Per me è stata la prima esperienza di una maratona corsa tutta sotto la pioggia e devo dire che è stata una esperienza molto interessante dal punto di vista fisico. Una parte importante è stata la fase di pre-gara in Piazza Michelangelo, dove gli organizzatori hanno assemblato la griglia di partenza e in cui sono rimasto, insieme a tutti gli altri concorrenti, fermo sotto la pioggia battente per almeno un'ora.

Va anche detto che correre sotto la pioggia nel centro storico era problematico dal punto di vista dell'equilibrio e pertanto non era possibile mantenere una corsa rilassata e sciolta sul pavet scivoloso.

Con questa esperienza mi sono fatto l'idea che un'impresa prettamente individuale, come la corsa di una maratona viene tanto più arrichita di significati, quanto più essa viene svolta in una città importante e ricca di storia e in una cornice collettiva importante, perché l'impresa che si compie è fatta certamente per noi stessi, ma è anche un esempio per tutti gli altri. E anche però gli altri sono un esempio per te.

Così essere insieme a 10.000 persone di tante età e nazioni aiuta molto te stesso a rendere universale il tuo gesto.

   

 

Tirare le Fila, Tirare il Pacco, Reggere il Moccolo, Rimanere col Cerino in mano ….

Fissiamo un bell’incontro, perché c’abbiamo da scrivere un bel comunicato “di supporto”, siamo qui per fiancheggiare quelli del buonsenso, Gauche caviar, siamo sempre sotto elezioni, c’ho pronto il gazebo, facciamo “Sistema”, Facciamo un bel Comitato così non mi espongo di persona, Champagne socialist, facciamo chiarezza, nella misura in cui, so che raddoppiano il tracciato e sto zitto, riqualificazione delle strade esistenti dicono quei furboni, ho preparato la vaselina, il piano regolatore si concorda con l'andrangheta, ho già prenotato la casa devono "solo" ancora metterla nel piano regolatore, Radical chic, in democrazia si vota sempre a maggioranza, bastano 2 d’accordo per fare la maggioranza in 3 gatti, io sono il direttivo, ma và a lavorare che è meglio, Liberal elite, stiamo attenti a dire che non ci vuole il semaforo perché un giorno uno si è fatto la bua, ho chiesto la "Messa in sicurezza" con un bel semaforone, mi faccio sempre vedere alla Messa, ma come è bello e sicuro mettere un 50 orari su una bella provinciale tutta dritta!, ma perché non metto un bel autovelox fisso?, ma sì hai capito proprio bene: oggi chiedo il semaforo per i futuri sviuppi edilizi, me l'hanno proprio messo in quel posto con la tangenziale che non si fa più, adesso come faccio a giustificare il raddoppio?,  Non Vedo Non Sento Non Parlo, il Coordinamento dei Coordinamenti del Coordinamento dei Comitati, ci serve il quarto per fare la partita a briscola, vieni anche tu a scaldare la sedia in consiglio comunale?, Toscana Fraktion, io mi sono sempre fatto il culo, è pelato ma è anche un gran coglione, facciamo le primarie, Bravo! Hai scritto un Comunicato molto ben “bilanciato”: hai dato ragione a tutti e non ha capito nente nessuno, sono autoreferenziale, coi complimenti tra di noi abbiamo proprio rotto il cazzo, per me il comunicato va bene così, non ho niente altro da aggiungere, quanto sei brava!, ma sei bravissima!, Chardonnay socialist, complimenti per il bel lavoro, già che ci sono mi presento alle elezioni, avrei pronta una lista civica ma alla fine non ha accettato nessuno e non è la prima volta, Smoked salmon socialist, facciamo una lista di sole donne, ho rotto il cazzo ancora di più, Io Io Io sono il coordinatore, mando io le email e le convocazioni, gli altri tutti zitti, stiamo al gioco stiamo al gioco, l’altro coordinatore se ne era andato con la coda tra le gambe, però suono il piano, ma non davanti a tutti perché me la faccio sotto, io invece suono il “piffero”, Socialiste de salon, Bella Crikka !, sì hai capito bene coglione ho detto: "Bella Crikka!", Nella vecchia Fattoria iah iah oh, quante palle ha zio Tobia iah iah oh, passo tutto settembre al Festival, poi vado a farmi un bel viaggio, chilometri zero, filiera corta, palle piene, usato sicuro, slow food, fast “foot”, vai a farti "footere", nel mio viaggio il jet consuma per 1000 auto, vado a fare la spesa all’ipermercato di nascosto, facciamo un bel mischione con tutti i movimenti possibili e immaginabili: "No de chì" "No de là", "siam bùni de magnà", i simpatizzanti di tutti i movimenti possibili e immaginabili si trovano e... sono sempre quei quattro pirla, ci sono le elezioni dobbiamo essere pronti, ci sono sempre delle elezioni, siamo sempre mobilitati, ci sono i buoni e ci sono i cattivi, a sinistra solo quelli buoni a destra tutti i cattivi, noi non fiancheggiamo nessuno!, mi preparo sempre per presentarmi alle comunali, alle provinciali e perché no anche alle regionali, devi votare il meno peggio, se vincessero gli altri sarebbe... una catastrofe ..., retorica di sinistra, pantomima di sinistra, svolta a sinistra, fancazzismo di sinistra, la sinistra dei sinistrati, predica bene e razzola male, l'incognita lega, matti da legare, se scrivi gli articoli li devi firmare a tuo nome, altrimenti altrimenti altrimenti non succede niente perché noi non contiamo un beato piffero, deve intervenire il direttivo!, diciamo cose diverse ma siamo tutti d'accordo e la pensiamo tutti tutti allo stesso modo, una volta c'era il politburo, adesso aderisco a tutte le stronzate possibili ed immaginabili: "Mi Illumino di Meno", La raccolta dei Tappi di Plastica, i corsi per riciclare i rifiuti, i corsi per riciclare i peli del culo, ecc, non hai capito che è tutta una posa?, tanto ero uno dei primi ad avere la tv con lo schermo piatto ma era solo un desiderio sai ?, ho trovato un samsung al mercato equo & solidale sai?, facciamo questa sera la riunione per le zucchine?, mangio le banane di nascosto perché arrivano da lontano, succhio le banane di nascosto perché ... , adesso siamo ridotti a quattro c, a quattro co, a quattro cogl, non vedo non sento non pago il sito, ma tu non hai mai detto niente!, ho controllato tutte le email e ti ho anche i contato i peli nel culo, però il sito l'ho chiuso lo stesso, a carnevale ogni scherzo vale, io la notte mi svegliavo e la prima cosa che facevo era: guardare il sito! davvero, non è che per caso mi dai le credenziali?, adesso riapriamo noi il sito!, Che pensum num!, braccino corto, braccino corto, tanti principi e poca sostanza sai?, Non vi incontro mai sul naviglio, ma quando dico mai intendo proprio mai, strano perché considerando che non avete un cazzo da fare tutto il giorno ne dovreste avere di tempo libero!, Io penso che ve la tirate un sacco e in realtà siete sempre in macchina e mai a piedi, siete degli ambientalisti del mengan, adesso è il momento di manifestare contro il nucleare, mi vesto da coglione radioattivo, tanto siete come gli altri, se non peggio, perché alla fine il problema vero è che siamo tutti omologati e le scelte non vengono fatte in base alle ideologie ma in base alle proprie possibilità economiche, così quando dici che sei di sinistra, ti riempi la bocca e pensi di essere una élite e rompi i coglioni a tutti, sei come una moneta falsa, ti nascondi quando fai le scelte che contano, quando ti fai i fatti tuoi, quando vai all'iper di nascosto, il bello è che scrivo qui quello che mi pare e non puoi farci niente, a fare la paginetta web sono bravi tutti, prova a riempirla di contenuti, fai vedere che lavori e non che non stai facendo concretamente una sega, non è che per caso vai a chappare i ratt ?!…………

Mancano i Soldi e allora ..... Come si Fa ?

 E' ufficiale: mancano i soldi per fare la Superstrada ANAS per Malpensa da Cusago ad Abbiategrasso, e quindi la mitica "strada" non si farà più, almeno nell'immediato,  perché nessuno al CIPE darà mai un NO definitivo, però è ormai chiaro a tutti che anche i soldi accantonati per questo progetto sono stati già dirottati da tempo in opere sicuramente più urgenti e sensate.

Quindi per un bel pò di anni staremo tranquilli, lato autostrada. Per chi non lo avesse ancora capito abbiamo incassato una bella vittoria basata sulla ragionevolezza.

Adesso il problema è di quelli che erano pronti a speculare e costruire sulla scia di questo progetto, magari con il doppio vestito di una apparente contrarietà al progetto e la necessità di minimizzare gli impatti dello stesso con nuove strade e stradine, tangenzialine e indotti. Insomma, sappiamo tutti che le vie dalla speculazione edilizia sono pressoché infinite.

Come si farà adesso a giustificare un raddoppio della SP114, travestito da necessità di contrapporre una soluzione alternativa al delirio ANAS, visto che probabilmente non ci sono neanche più i soldi per raddoppiare ?

"Lascia o Raddoppia ?"  E allora forse non rimane che lasciare, magari affidandosi  ai sondaggi pilotati per i piani regolatori, con la speranza remota che, a furia di posizionare i semafori sul tracciato, siano i cittadini stessi a chiedere: "Raddoppiate la strada, per favore !"